Guariento Mario | QUARTO PENSIERO FOLLE IN LIBERTA’
Tutte le opere, i commenti, le riflessioni di Don Mario Guariento
guarientomario, gauriento, don guariento, guariento mario, mario guariento, liturgia guariento
131
post-template-default,single,single-post,postid-131,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-7.6.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

QUARTO PENSIERO FOLLE IN LIBERTA’

30 Ago QUARTO PENSIERO FOLLE IN LIBERTA’

Sono le persone disattente e frettolose a pensare che il cristianesimo, la vita religiosa abbiano bisogno soltanto di riforme. Il corpo è fatto dall’anima che vi abita. Invecchiano presto le riforme che non sono manifestazioni di vitalità interna, e talvolta servono solo a nascondere la sostanza delle cose. Se non esprimono una vita rinnovata, un nuovo modo d’essere con Dio e con gli uomini, le riforme sono vane e ingannevoli. Nella Chiesa e nella vita religiosa devono rivelarsi la verità e la libertà dell’uomo: tutto il problema sta qui. Finché gli esseri umani resterannobuone persone, parroci o laici clericalizzati,non si risolverà assolutamente nulla. Non basta cambiare i riti o gli oggetti, c’è da ritrovare la vita. Solamente la vita e la fede possono far cadere i ciarpami del vecchio mondo. Se il cristianesimo ha bisogno di qualcosa, è di apparire per quel che è, affinché la sua logica fondamentale diventi sfolgorante.

Oggi come ieri bisogna scegliere fra il mito e il paradosso. Se innegabilmente la folla è sensibile solo alla verità che ha il prestigio del numero e che diventa vincolante, obbligatoria, il cristianesimo e la vita religiosa non hanno alcun rapporto con quel tipo di verità. La loro verità è disarmata. Anche se ci fosse un solo uomo sulla terra ad adorare il Cristo, la verità sarebbe lì accanto a lui. Gesù ha respinto le verità e i miti utili. Perché per agire in profondità sull’uomo è indispensabile rifiutare le facilità: si tratta sempre di perdere per guadagnare.

Oggi come ieri bisogna scegliere fra la legge e la grazia, la servitù e il servizio. Certo, non un iota verrà tolto alla legge. La legge è l’espressione dell’amore. Ma il mondo non lo sa più. È vero: le codificazioni elaborate dalla Chiesa o dalla vita religiosa in certi campi hanno significato unicamente se l’obbligo esterno diventa interiore alla coscienza. Ma di fatto, e il più delle volte, quest’obbligo s’è trasformato a poco a poco in legge di controllo, in una impietosa osservanza.
Quando la vita è emarginata, quando l’amore va languendo, quando s’avvizzisce l’ispirazione, intervengono sempre, nell’arte, nella morale, nella religione, dappertutto, le codificazioni. Sono scudi contro la morte, sbarramenti che si tenta d’opporre alla furia delle acque. Ma alla fine ciò che era utile per trattenere rischia di nascondere e di soffocare i germi di nuova vita,

Il cristianesimo, la vita religiosa hanno nel loro campo un tesoro nascosto. Vendano tutto il resto e, nell’universo moderno della concentrazione e del condizionamento, appaiano per quello che sono: un’impresa di liberazione. Non a caso all’inizio della nostra storia, della storia di noi cristiani, Dio s’è presentato come il Liberatore. C’è sempre da abbandonare l’Egitto, dove si mangia bene ma si è schiavi, per attraversare il mar Rosso. « Chi sei? », Gli ha chiesto Mosè. « Non ti riguarda. Io sonochi sono. Comprenderai via via che libererai te stesso ». Uno schiavo non può concepire Dio che come un despota. Il mondo moderno è pieno di schiavi. In un mondo di schiavi, la Chiesa ha il dovere di annunciare la Liberazione. Il giorno è venuto in cui Essa già non può più battezzare i bambini in massa ma deve imitare il contadino che si guarda bene dal gettare il seme sulla pietra o fra i rovi; il giorno verrà in cui Essa non porrà più come obbligo giuridico quello che deve essere bisogno « biologico ». Allora, forse, le statistiche registreranno altri cali. Ma io la vedo che nello stesso tempo ridiventa la terra promessa per una moltitudine di uomini. Io li vedo, questi uomini, che si accalcano alle porte per i battesimi senza tartine, per le prime comunioni senza mondanità; vedo gli adulti che chiedono la confermazione sapendo ciò che chiedono e promettendo ciò che promettono, come vedo comunità religiose, chiese traboccanti di esseri umani che adorano quando adorano, dice il profeta.

La logica fondamentale del cristianesimo consiste nel fare ciò che è stato fatto, ciò che è da rifare ad ogni sussulto della storia dalla Pentecoste in poi, consiste nel lasciare il « giudaismo » e la vecchia epoca della necessità e della legge per accedere alla grazia e alla libertà. Il conflitto risolto fra Pietro e Paolo non è mai risolto… Sì, Giovanni, che sta sul crinale fra le due epoche, è il più grande dei profeti, ma « nel regno il più piccolo è più grande di lui », afferma Gesù. La Chiesa e la vita religiosa non possono regnare su fedeli dell’epoca antica.

Oggi il mondo non ci capisce più niente: vede la Chiesa e gli Istituti religiosi solo come un’immensa macchina che lo impressiona ma che è, al pari dei grandiosi monumenti delle civiltà scomparse, una rigatteria archeologica. Mescola tutto, il mondo: l’essenziale e l’accidentale. Solo le persone di buona volontà passeggiano con una guida in mano per sapere « se è proprio come nel libro »; però non hanno più tempo per pregare… È assolutamente indispensabile che dalla luce falsa dei riflettori si distingua la nube luminosa della fede, che ci guida verso l’acqua viva e la manna.

Durante il Concilio Vaticano I, due giorni dopo la definizione dell’Infallibilità, la guerra scoppiava, i vescovi si separavano, il Concilio veniva interrotto senza che mai in seguito lo si dichiarasse concluso… Due mesi più tardi, gli Stati pontifici venivano invasi. Pio IX fece risuonare nel mondo la sua indignazione. Alla fine la perdita apparve un guadagno, l’operazione brutale si rivelò salutare. Quale trauma, quale scandalo fecondo, quale luce che ha potuto dissipare le tenebre di secoli di confusione. « A chi ti prende il mantello dai anche la tunica ».

Santa Chiesa, il secolo organizza mostruosi codazzi di folle dietro ai suoi divi per riempire il vuoto dei cuori.
Lascia la pubblicità al mondo della carne e del sangue. Gli specialisti delle televisioni ti corteggiano, come dànno la caccia alle ultime vestigia di mondi scomparsi. Essi mostrano i tuoi cortei di vegliardi spossati, troppo pesantemente abbigliati, le tue concelebrazioni teatrali. Nasconditi, Madre santa. Perché tu hai qualcosa di meglio: un rifugio per tanti uomini smarriti nel gigantesco mercato, un segreto da mormorare: la Sua parola e i sacramenti, quanto basta per rinnovare la terra.