Guariento Mario | L’ISTITUZIONE EUCARISTICA
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L’ISTITUZIONE EUCARISTICA

07 Set L’ISTITUZIONE EUCARISTICA

VV. 22-25   L’ISTITUZIONE EUCARISTICA

L’istituzione eucaristica narrata nella quarta par­te, nei vv. 22-25, mostrando l’accettazione e persino l’istituzionalizzazione del sacrifico cruento di Gesù, sembrerebbe sottrarre a Giuda, uno dei Dodici, la re­sponsabilità
ultima del tradimento e al sinedrio e al sommo sacerdote quella della condanna a morte. Certo, Gesù con il dono della sua «tradizione», del suo «consegnarsi», trasforma il loro proposito iniquo in decisione propria personale: «Ciò che mi chiedete, ve lo regalo»; ma la trasformazione del «tradimento» in «tradizione» avviene a livello dell’animo di Gesù, compie il male. Affinché la trasformazione valga an­che per noi, occorre aprirci all’animo di Gesù, in cui essa avviene. Proprio per la trasformazione interiore dell’uomo Gesù ha accettato volontariamente il sacri­ficio, essendo tale trasformazione la base della «rina­scita» .

All’interno di questa finalità avviene quanto descritto nei vv. 22-25:

Gesù, in piena padronanza di sé, in tutta la sua dignità, che noi abbiamo riconosciuto essere dignità regale messianica e sacerdotale, fa del­la propria vita, significata nel pane, un dono; spez­zandolo e distribuendolo ai suoi amici. Il tradimento di Giuda viene così trasformato secondo il piano di Dio in «tradizione», in «consegna volontaria» da par­te della vittima pasquale del «sangue dell’alleanza versato per molti».

Come abbiamo visto, la vittima designata dai sommi sacerdoti e adesso anche da Giuda, uno dei Dodici, non è una vittima qualsiasi, ma è addirittura il misterioso personaggio del libro di Daniele, «il Fi­glio dell’uomo». Nello stesso Daniele, in 10,20-21, viene presentato «uno con sembianze d’uomo» che dice:

Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò ancora a lottare… lo
ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi aiuta in
questo se non Michele, il vo­stro principe.

È proprio in questo contesto di lotta escatologica tra il bene e il male che avviene la trasformazione del tradimento in tradizione: in vista della vittoria del be­ne sul male. La vittima designata non soltanto accetta di esserlo, ma addirittura si fa sacerdote di se stessa, ponendo proprio nell’accettazione del sacrificio la ba­se della vittoria.