27 Lug Gocce di rugiada – 10
La bellezza, quella che nessuno ha mai visto, è ad essa che dobbiamo la dolcezza odorosa dei gelsomini, la luce negli occhi stupiti. Tu sei il pastore bello e porti il ritmo dell’amore infinitamente dolce e misericordioso, e cancelli ogni macchia sulla terra.
Leggo sulle foglie gialle della betulla inondate di pioggia mentre resistono al vento che le sferza, come una lettera un pò frettolosa scritta da un Dio povero, è il messaggio dell’amato. Allora la bolla della tua angoscia svanirà.
Nel silenzio rendi luminoso il sole della conoscenza, scacci ogni illusione; ecco, le farfalle, vergini radiose nella loro giovinezza, si avvicinano al viso, muovono l’aria che respiri con il battito senza rumore delle loro ali colorate. Svegliati, la vita sta nascendo di nuovo nella luce fulgente del sole che sorge. Viene lo spirito creatore.
Ama questa tua terra incolta, che è sfuggita alla tirannia dell’utile, e con il passo lento del vagabondo che non ha altro da fare: contempla la Vita dalle mille sfumature, indescrivibile nella sua bellezza, colorata da un infinito amore.
Oggi ho incontrato una schiera di primole che offrivano alla luce la culla colorata dei loro petali come preghiera che sale dritta e gioiosa al cielo. Il vento ne faceva vibrare le forme, stampando su un cielo terso un inno di lode. Forse sarà questa la preghiera quando il mio cuore batte al buio e la vita è triste?