Guariento Mario | Festa di Tutti i Santi. Matteo 5,1-12.
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Festa di Tutti i Santi. Matteo 5,1-12.

01 Nov Festa di Tutti i Santi. Matteo 5,1-12.

La memoria di Tutti i Santi è la festa dell’universalità della fede, un fuoco di speranza che illumina
le nostre oscurità e smarrimenti dando ai nostri cuori l’ardire di camminare nei deserti di questa
nostra storia. Nessuno è straniero, tutti siamo cittadini; tutti siamo figli di un solo Padre, per quest
insieme possiamo danzare e insieme piangere; con le nostre lacrime possiamo far sorridere il
cielo.
La liturgia si apre con il testo matteano delle Beatitudini. Collante tra le feste dei santi e dei defunti,
esse dipingono nuovi tratti del volto di Cristo e dell’uomo, disegnando i santi, creature amanti del
cielo e custodi della terra, sedotte dall’eterno eppure innamorate di questo tempo bello e difficile.
La prima reazione che si ha nel leggere queste affermazioni, induce a pensare a una
«contraddizione» che può sembrare anche un’assurdità. Da una parte la «felicità» è scontata per
alcune categorie di persone, dall’altra, lascia interdetti abbinare la «beatitudine» a condizioni di
vita che «oggettivamente» sono la negazione di qualsiasi «felicità». Come si può dire «beato» il
povero, l’afflitto, l’affamato, senza essere accusati di stare «fuori dalla storia»? Da sempre la
felicità è sinonimo di ricchezza come infelicità lo è di povertà. È necessario prendere coscienza di
questa «distanza» se vogliamo cogliere la novità del vangelo, altrimenti si scade nella posizione di
chi afferma che esso sia un bell’ideale, ma irrealizzabile in terra. I santi, gli uomini delle beatitudini,
sono le guide segrete della storia, sono la lieta notizia, l’annuncio gioioso che Dio regala vita a chi
produce amore. Le beatitudini sono il cuore nuovo dell’uomo sognato da sempre. Sono rivelazione
del volto di Gesù, del volto di Dio. Dio è anche lui povero, cioè mendicante d’amore,
Dio è mite, allora è bello essere dolci e teneri come lui. Se Dio ha un cuore grande e la sua misura
è perdonare senza misura, se è operatore di pace, allora è bello inventare con lui il miracolo fragile
e luminoso della pace e della fraternità.
Le beatitudini si riferiscono a situazioni di sofferenza, di prova. Un angelo misterioso dice a
chiunque piange: Dio è con te, cammina al tuo fianco, asciuga le tue lacrime, apre un futuro
inedito. Dio è con te, sta nel riflesso più profondo delle tue lacrime per donarti coraggio e follia
come in quella notte di tempesta sul lago di Galilea..
I santi, tracciano le nuove strade, avanzano sulle uniche strade che assicurano un futuro a questa
nostra terra. Sono cercatori di Dio e mendicanti d’amore,
Beati non vuol dire felici, nel senso che diamo noi normalmente al termine, ma vuol esprimere ciò
che provano quelli che hanno colto il senso vero dell’esistenza…Dobbiamo aspirare a questo, e se
la religione non ci aiuta essa non serve più. La religione non deve solamente aiutarci a soddisfare
il nostro bisogno di protezione e di sacralità, ma deve educarci, formarci, trasformarci. L’ideale non
è di moltiplicare i culti; l’ideale vero è quello di raggiungere la somiglianza con il Padre. La santità
è incontrare Dio che è presente in tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino, chiamarlo
per nome e farlo entrare nel nostro cuore e nel nostro affetto, perché Dio è presente in tutti.
È questo il segno della santità cristiana che diventa fede e accoglienza di uomini e donne in un
cammino di speranza per costruire un presente e un futuro di amore.
Corriamo ciascuno alle nostre occupazioni, senza avere il tempo di fermarci davanti a chi soffre. In
mezzo a questa apatia sociale diventa ancora più significativa la fede in un «Dio amico dei
sofferenti», un Dio crocifisso, che ha voluto soffrire insieme agli abbandonati di questo mondo e
perciò è presente nella nostra esistenza accrescendo il nostro bene, appoggiando la nostra lotta
per una vita più umana e attraendo verso il bene la nostra libertà.
Fra quelle nuove parole ce n’è una scritta, proclamata proprio per me, il mio cielo da individuare e
realizzare per farmi più uomo, una misura che contiene la mia missione nella vita.
Su di essa sono chiamato a fare il mio percorso, per un mondo che ha bisogno di stelle e di storie
di bene che contrastino le storie di male; di cuori puri e liberi che si occupino della felicità di
qualcuno; nella mitezza, nella misericordia, nella giustizia, nella pace. E nel profondo del nostro
cuore esploderà un grido: Beati voi!