Guariento Mario | FESTA DELLA TRINITÁ. GIOVANNI 16,12-15
Tutte le opere, i commenti, le riflessioni di Don Mario Guariento
guarientomario, gauriento, don guariento, guariento mario, mario guariento, liturgia guariento
1039
post-template-default,single,single-post,postid-1039,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-7.6.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

FESTA DELLA TRINITÁ. GIOVANNI 16,12-15

09 Giu FESTA DELLA TRINITÁ. GIOVANNI 16,12-15

Oggi ci interroghiamo sul volto e l’identità del Dio che nessuno ha mai visto, ma che il Figlio ci ha mostrato nella sua persona. Trinità e Unità in Dio stanno solo a significare che il Dio di Gesù Cristo non è un dio immobile ma semplicemente «una relazione», compiuta, completa e perfetta in se stessa che accade continuamente. Così perfetta, da includere in sé ogni realtà, l’intero cosmo e tutte le esperienze in cui l’umanità ha espresso la propria esperienza di Dio nel corso del tempo. La memoria della Trinità ci dice che la natura intima di Dio consiste nella comunione e nella relazione, consumate nell’amore. Le letture bibliche ci spingono a una visione e ad una prospettiva che alimentano in noi il desiderio di un sogno di pienezza. Se non siamo capaci di relazioni con noi stessi, con gli altri è difficile che possiamo «dirci» credenti secondo la proposta di Gesù Cristo. Oggi siamo invitati a valutare la natura e la profondità della nostra capacità di relazione, cioè la qualità e la natura della nostra vita. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’unicità di Dio si realizzasse nella comunione dinamica di Padre e di Figlio, comunione che diventa comunicazione d’amore col nome di «Spirito» nella forma trinitaria.                                           Paradossalmente, la Trinità è il modo di Dio di spiegare cosa è e dovrebbe essere l’umano nella dinamica del suo cammino nella storia. La Trinità è il progetto del regno di Dio, la definizione dell’anelito dell’umanità, l’obiettivo dell’universo. In una sola parola, il processo della molteplicità e diversità che cammina e si avvia all’unità finale. Con il mistero della Trinità non definiamo la natura di Dio, ma anticipiamo la nostra realizzazione, prendiamo il vangelo di Gesù come programma di vita, come progetto della storia, come realizzazione di un nuovo modo di essere umanità, restando umani e costruendo relazioni di condivisione e di unità senza lacerazioni e fratture. L’Eucaristia è il sacramento della comunione che si fa intimità perché avviene nel segno del banchetto, dell’ascoltare e del mangiare insieme a cui siamo invitati dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, un banchetto a cui non partecipiamo da soli, ma insieme ad una grande famiglia nella quale esprimiamo noi stessi come persone, cioè immagine e somiglianza di Dio che è relazione di comunione cioè capacità generante amore. Oggi apprendiamo che solo una vita di relazione nell’amore è una vita che somiglia a Dio il quale si racconta a noi come Unità e Trinità d’Amore che altro non è che l’obiettivo di ogni vita che aspira alla pienezza. Perché allora temere, perché aver paura di vivere nonostante tutto? Incomincia a parlare a te stesso con più amore, per amore dell’amore della Trinità, in nome della sua certissima presenza con te e in te. Prova a parlare a te stesso con fede e gratitudine e un po’ alla volta potrai guardare anche al mondo con occhi e cuore più sereni. La Trinità è con te, non dire più: “Non ce la faccio, sono finito, non ho più forza”, ma prova a dirti: “In Dio sono ogni giorno più forte, in lui sto procedendo lentamente verso il bello della vita e sono ogni giorno più energico”. Cambia il modo di parlarti e cambierà il modo di parlare agli altri.Cambia il modo di parlare a Dio e di ascoltare la sua parola, cambierai il modo di vedere e sentire tutta la realtà e il mondo.Suor Elisabetta della Trinità pregava: “Mio Dio, Trinità che adoro, aiutatemi a dimenticarmi interamente per stabilirmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità; che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile bene, ma che ogni istante mi porti più addentro, nella profondità del vostro mistero.” La Trinità è fonte sorgiva della nostra esperienza spirituale abilitandoci ad un proprio discernimento illuminato; elevandoci così da renderci operanti con spontaneità al modo di figli di Dio.