Guariento Mario | Sesta domenica. Marco 1,40-45
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Sesta domenica. Marco 1,40-45

09 Feb Sesta domenica. Marco 1,40-45

Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!» Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!» E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 

Gesù per guarire il lebbroso usa il tocco, il rimedio e la Parola. Il tocco per Gesù è l’imposizione della sua mano, ma a volte basta solo una carezza, prendere per mano il malato. Il rimedio per Gesù è la compassione, la sua infinita dolcissima compassione.

E poi c’è la Parola, una Parola che ispira l’uomo verso un orientamento diverso rispetto al proprio dialogo spirituale e mentale, una Parola che guida, illumina, accompagna, scalda, rasserena, dona conoscenza e vita. Tocco, rimedio, Parola: c’è tutto, e la lebbra scomparve, dice il testo. Qui Gesù rivela all’umanità il più possente e ineguagliabile protocollo terapeutico per l’umanità: la compassione. Quando l’uomo imparerà ad amare e a scegliere la compassione come soluzione dei suoi problemi, degli imprevisti e difficoltà della vita, l’uomo potrà guarire da ogni male e disarmonia e superare ogni ostacolo sulla via dell’unità e della felicità. La compassione fa scomparire la lebbra del lebbroso perché fa scomparire, dal cuore e dalla mente, la lebbra dei pensieri di sfiducia in Dio e nella vita. Dio non si fa conoscere all’umanità e riconoscere dal suo popolo attraverso riti, teologie, precetti ma attraverso la sua dolcissima, sempre presente e attiva compassione. Non il senso del dovere, la morale, la paura, le convenzioni, gli obblighi, le leggi, le tradizioni riporteranno il cuore dell’uomo a Dio, ma la conoscenza della sua divina e tenerissima compassione.

Qualunque sia la tua malattia o la tua paura, dovunque sia la tua ferita, per quanto profondo sia il tuo male e vergognoso il tuo peccato, per quanto invincibile la tua rabbia, per quanto il tuo cuore ti condanni, grida in ginocchio con tutte le tue forze, con tutto il tuo cuore: Se vuoi Signore Gesù tu puoi purificarmi.

Il Signore avrà compassione di te, ti prenderà la mano e sanerà ogni tua ferita dentro e fuori. Ti aprirà le strade e ti guiderà.

Ma il grido non deve avere dubbi, esitazioni, eccezioni o reticenze. Il grido che chiede liberazione non deve conoscere rabbia, non deve conoscere rancore, dev’essere sciolto da ogni sete di vendetta. Il grido che chiede liberazione e guarigione deve trasformarsi in un canto di pace per il tutto e per tutti. Il grido che chiede compassione a Dio non può non cantare compassione ai propri fratelli. La rabbia è segno che la mente sta rifiutando Dio. 

Se vuoi, puoi purificarmi!  Il verbo greco della purificazione è katharìzo, “purifico”, più precisamente, “rendo pulito, libero da”. L’etimologia rimanda al termine “sorgente pura”, perché essere puro significa tornare alla sorgente, tornare all’armonia della sorgente. Il desiderio di essere guarito in realtà nasconde e sottende il desiderio di tornare alla sorgente, all’armonia.

La vera suprema potenza della Parola di Gesù risiede nella sua capacità di ispirare nel cuore dell’uomo il desiderio della Sorgente.

Questo è il potere di Gesù, la sua unicità, la ricchezza dell’assoluta novità: ispirare come nessun altro la nostalgia della Sorgente, dell’armonia. Chi mai potrebbe ispirare tanta nostalgia della Sorgente, se non la Sorgente stessa di ogni grazia e bellezza, amore e gioia? Ogni attaccamento ha il potere di allontanarci dalla Sorgente spirituale da cui proveniamo. Ogni attaccamento ha il potere di inquinare le falde dei nostri circuiti pensanti, del nostro dialogo interiore, e assopire il desiderio e la nostalgia della Sorgente. Tornare alla Sorgente è il cammino della purificazione, il cammino della liberazione. Noi non siamo delle cisterne per essere riempite da infinite insignificatività ma delle sorgenti che generano continuamente cose nuove e belle, occorre allora liberare la sorgente del nostro io profondo perché la bellezza della nostra vita e della nostra persona siano baciate dal sole del mattino, il Signore Gesù.