Guariento Mario | Terza domenica di Avvento. L’incontro tra due profeti. Matteo 11,2-11
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Terza domenica di Avvento. L’incontro tra due profeti. Matteo 11,2-11

11 Dic Terza domenica di Avvento. L’incontro tra due profeti. Matteo 11,2-11

Mentre questi se ne andavano, Gesù iniziò a dire alle folle su Giovanni: Cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?  Matteo presenta la figura di Giovanni, dalla coerenza incrollabile, dall’integrità assoluta, non una canna agitata dal vento delle aspettative, delle paure e dei compromessi umani. Giovanni è un uomo lontano da ogni potere e successo umano, è sciolto da ogni diplomazia e comodità, senza un prezzo per essere comprato dal potere e dal piacere; è un uomo libero dalla paura di non apparire e di non appartenere a qualcuno o a qualcosa. In questo senso Gesù può dire di lui che è il più grande tra i nati di donna, il più illuminato profeta di Dio, l’uomo più sapiente, e spiritualmente il più grande maestro della sua storia. Ma cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, dico a voi, e più grande di un profeta, ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Il più piccolo nel regno dei cieli è l’uomo che si lascia guarire dalla cecità e dalla sordità. E colui che umilmente riconosce come la sua lebbra interiore abbia lentamente corroso la sua dignità di figlio di Dio e abbia reso il suo camminare storpio e irriconoscibile. È l’uomo che seguendo Gesù riesce a staccarsi dalle cose e dalle ricchezze, per gustare la gioia e la potenza della libertà interiore. E l’uomo che non discute più con Dio, ma si lascia guarire e guidare dove la sua piccola mente non può neppure immaginare. E l’uomo che non interferisce più con la liberazione del cuore che Gesù propone.

La liberazione dell’uomo sarà osteggiata in tutti i modi dal male, attraverso la guerra aperta, ma anche subdola e nascosta, del potere delle tenebre, che userà persino le leggi religiose e le realtà sacre per ingannare l’umanità. Ecco ora apparire sulla soglia della umanità il Profeta Gesù, la nuova e compiuta profezia. Per conoscere il profeta Gesù, la cosa migliore è vedere a chi si accosta e a cosa si dedica. Per comprendere bene la sua identità non basta confessare teoricamente che Gesù è Figlio di Dio. È necessario sintonizzarsi col suo modo di essere Messia, che consiste nell’alleviare la sofferenza, curare la vita e aprire un orizzonte di speranza ai poveri. Gesù sa che la sua risposta può confondere coloro che sognano un Messia potente. Per questo aggiunge: «E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo». Che nessuno attenda un altro Messia che realizzi un altro tipo di «opere»; che nessuno inventi un altro Cristo più a proprio gusto, poiché il Figlio è stato inviato per rendere a tutti la vita più dignitosa e felice, raggiungendo la sua pienezza nella festa finale del Padre.
Gesù è il Profeta del Padre, il profeta completamente dedito alla liberazione di donne e uomini e donando tutto ciò che blocca la crescita della vita e impedisce all’umanità di vivere con speranza. Un uomo in cui Dio si fa presente per salvare i suoi figli e le sue figlie dal male.
Heinrich Bòll afferma: «Nel Nuovo Testamento c’è una profezia della tenerezza che agisce sempre nel senso della guarigione: con parole, con le mani, con carezze, con baci, con un pasto in comune». E Matthew Fox dice: E’ questo il momento di essere donne e uomini di profezia. Ogni momento di crisi è tempo opportuno per compiere gesti profetici, per una politica profetica, per una spiritualità profetica. O se vogliamo: è questo il momento di fidarci della nostra personale vocazione profetica, di questa forza dirompente, questo respiro che ci abita e che chiede solo di soffiare sul mondo.