Guariento Mario | DOMENICA 21.02.2021
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DOMENICA 21.02.2021

19 Feb DOMENICA 21.02.2021

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA
Marco 1, 12-15

Dal vangelo di Marco apprendiamo una cosa inaudita: le tentazioni sono un’iniziativa dello Spirito: «lo Spirito sospinse Gesù nel deserto», idea che mantengono anche Matteo e Luca, con una variante in Luca per il quale «Gesù pieno di Spirito Santo ritornò dal Giordano» e quasi protetto da lui si recò nel deserto per esservi tentato. Se guardiamo l’insieme dei versetti rileviamo che per iniziativa propria Gesù passa da Nazareth al Giordano come se andasse a un appuntamento fissato; ma dal Giordano al deserto passa per iniziativa dello Spirito, come se in Gesù vi fosse una qualche resistenza. Tra i due movimenti c’è correlazione perché non si prende coscienza di essere figli di Dio senza sperimentare nel contempo la tentazione di ripudiare il padre per fare la propria volontà. Sta accadendo quello che accadde nel giardino di Eden, dove il primo primogenito, Adam, volle usurpare l’autorità di Dio creatore, mentre ora il nuovo Adam si lascia condurre dallo Spirito per entrare nella tentazione del mondo, viverla fino in fondo, fino alla lacerazione dello spasimo dell’anima e abbandonarsi filialmente alla volontà del Padre. Nell’azione dello Spirito che «sospinge Gesù nel deserto» c’è un’indicazione di violenza, di forzatura, come se il figlio volesse resistere al tentativo di sottomettersi alla prova che vuole misurare la forza del suo rapporto col Padre. La direzione è verso il deserto, qui inteso nell’accezione di antitesi al mondo abitato: è il luogo della solitudine e della morte, del rischio e della non vita. Non è solo un deserto geografico, ma un «luogo» interiore che ciascuno si porta con sé ovunque vada. A volte il deserto, spesso imposto dall’esterno, è il prezzo da pagare alla fedeltà della propria coscienza e quindi a Dio.

Come il battesimo, anche le tentazioni pongono un problema grave: può il Figlio di Dio essere battezzato in fila con i peccatori e può essere tentato da Satana? I due racconti, battesimo e tentazioni, sono controproducenti a fini della evangelizzazione: gli Ebrei restano scandalizzati e i Greci allibiti. Colui che viene accreditato come il Messia è l’ultimo dei peccatori e quello che è proposto come Dio Salvatore è in balìa di quel Male che dovrebbe combattere. Battesimo e tentazioni restano un mistero ed è dentro questo mistero che dobbiamo entrare con l’aiuto dello Spirito Santo. Gesù sta con le fiere nel deserto come Adam sta con le fiere nel giardino di Eden: è l’inizio della nuova creazione e della nuova umanità. In questo contesto le tentazioni sono il nuovo «principio» dei tempi nuovi: finisce l’ èra di Adam e inizia il tempo del Regno che trova in Gesù il suo profeta e il suo compimento.

Ancora: anche «gli angeli lo servivano» come era previsto dal Sal 91: «Non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede». Gesù servito dagli angeli richiama tutta una tradizione che i contemporanei di Gesù conoscevano molto bene: quando Dio creò Adam chiese il parere «degli angeli del servizio» ed essi dissero che non bisognava creare l’uomo perché avrebbe peccato e sarebbe stato ingiusto e crudele (Talmud babilonese). Anche la Torah sconsiglia Dio di creare l’uomo, ma Dio vide che solo attraverso l’uomo creato il mondo avrebbe conosciuto la misericordia divina ( Rabbi Eliezer). Quegli angeli che non volevano l’uomo, ora sono «angeli del servizio» dell’uomo nuovo, il Messia benedetto, il redentore del mondo.
Chi supera la tentazione dopo avere preso coscienza di essere figlio non se ne va per la sua strada, né si chiude nel proprio egoismo, ma si apre al servizio, alla diaconia, cioè alla relazione con gli altri in un atteggiamento di totale disponibilità e ascolto. Subito dopo la tentazione Gesù inizia la predicazione, annunciando la vicinanza di Dio. Egli ora, dopo la tentazione, è abilitato a portare la Parola di Dio nel mondo e ad esserne il custode e l’interprete. La tentazione non è una prova per misurare la propria ascesi, ma è una condizione essenziale della vita, essa appartiene all’esistenza in quanto tale ed esprime sempre la lotta interiore tra l’egoismo individuale e la prospettiva del regno che è sempre una dimensione «politica» in quanto esige che siano tutti partecipi della salvezza.

L’Eucaristia che celebriamo è la sorgente dove luce e forza diventano il nostro equipaggio per andare nella vita e cogliere la «vicinanza di Dio» per noi e per tutti quelli che sperano in un nuovo esodo e una nuova liberazione. Gesù è stato decisivo nella storia dell’umanità. Lo è stato, soprattutto, per il suo modo di intendere la vita, le relazioni umane, il potere, il valore del denaro, la straordinaria importanza dei poveri, degli ultimi, dei sofferenti…Ed è stato anche decisivo perché ha provocato un cambiamento anch’esso decisivo nella religione e nella nostra idea su Dio. Cambiamenti di tale portata e così sorprendenti hanno iniziato ad attecchire nel deserto.
Gesù poi si è messo a dire che era già vicino il Regno di Dio, il Regno del Padre. È la Buona Notizia, perché è la notizia che annuncia una vita diversa, una società diversa, una felicità per tutti, una speranza per i poveri, per gli ammalati, per i sofferenti, per coloro che hanno oramai perso ogni speranza. E ci annuncia come è Dio e dove possiamo trovare Dio: nella solidarietà con gli ultimi di questo mondo. Il tempo si consuma e giunge a compimento, al suo traguardo: è Dio che coniuga interamente passato e compimento, Egli supera e rinnova; non nega il già, gli dà anzi un senso. E il tempo diventa nuovo. Così l’Incarnazione: tempo che ci accoglie e ci redime.

Ma capita che Dio passa e non è percepito perché il suo passo è leggero; non è compreso perché passa nel dolore, nelle contraddizioni, nelle disillusioni; non recepito perché passa nelle disgrazie, nelle guerre, negli eventi avversi laddove anch’Egli è dolente e in attesa della fine. Anche l’uomo, sulle orme di Dio, passa ed accoglie l’annuncio di un giorno nuovo, quello del Regno. E il Regno è prossimo, è nei “vicoli” che si intrecciano con la strada maestra dove confluisce la giustizia, l’amore, la pace: e su questa strada passa Chi proclama il Vangelo. Egli avverte che farà nuove tutte le cose: il tempo e la sua durata, gli spazi e i vecchi confini, la vita e l’uomo con i suoi simili: annuncia un Vangelo, una novità definitiva. Chiede ascolto e fiducia, entusiasmo e speranza, la voglia di vivere libero e il piacere della sua compagnia.  Occorre pertanto un’esperienza, una prova, prima di aderire alle sue proposte: una quaresima, un tempo nuovo, di vita intensa, vissuta senza infingimenti e performance, vivendo anche l’amarezza della solitudine, l’asperità dell’esistenza quotidiana, la compagnia dell’amore e i suoi abbandoni, le condivisioni e i tradimenti; una quaresima di progetti di rinnovamento, di riprogettazione di una vita, di collaborazione per rinnovare la storia dell’uomo.