Guariento Mario | DOMENICA 08.08.2021
Tutte le opere, i commenti, le riflessioni di Don Mario Guariento
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DOMENICA 08.08.2021

09 Ago DOMENICA 08.08.2021

Giovanni 6, 41-51

Il brano è un affresco che dipinge la personalità di Gesù e la coscienza che egli ha di sé: essere dono totale per questa umanità.  Essere parte vivente della sua storia esige che si deponga ogni atteggiamento di violenza, d’ingiurie, di liti, di menzogne, di inganni, di sopraffazioni, atteggiamenti che negano lo Spirito di comunione, cioè il Cristo stesso diciamo di credere. I credenti vivono la bontà e la compassione e il perdono che lo Spirito ha seminato in germe in ciascuno e che deve essere portato a maturazione nelle scelte quotidiane. La nostra missione è rendere credibile Dio stesso attraverso le nostre parole, i nostri comportamenti e le nostre scelte, sapendo che il comportamento del cristiano ha per motivo e ragione la natura intima di Dio che in Cristo opera il nostro perdono e la trasfigurazione della nostra vita quotidiana.

L’Eucaristia imbandisce un banchetto con due mense: la mensa della Parola, che è l’Eucaristia attraverso le orecchie, e la mensa del Pane, che è l’Eucaristia attraverso la bocca. Ascoltare e mangiare, in questo contesto, sono sinonimi perché indicano le forme della comunione vissuta: nell’Eucaristia facciamo la comunione due volte: la prima attraverso gli orecchi e la seconda attraverso la bocca realizzando così il cuore stesso dell’annuncio del vangelo del pane disceso dal cielo: «Il Verbo carne fu fatto» Il segreto della vita sta tutto nell’obbedire a questo comando, come aveva ben capito quel genio di Dostoevskij, che diceva che la libertà è aderire al bene, è aderire alla verità. questo siamo chiamati a fare oggi, adesso: scegliere tra il bene e il male, tra la vita e la morte. Gesù dice che il pane che ci dà è la sua “carne per la vita del mondo”, così, con un’espressione sola, Gesù ha eliminato tutti gli spiritualismi, tutte le spiritualità che tendono ad eliminare il corpo dalla nostra fede. Giovanni parla di Gesù e di Dio, utilizzando il linguaggio dei sensi: vedere”, “sentire”, “mangiare”… Il pericolo della religione è che occulti l’umanità in maniera tale che deformiamo Gesù. Tutti quelli che pensano che per avvicinarsi a Dio bisogna allontanarsi dall’umano, hanno deformato Dio e Gesù fino al punto che per loro è oramai impossibile credere ed entrare in relazione con il Padre del quale ci parla Gesù. Il cammino per avvicinarsi a Dio è quello che Dio ha compiuto per avvicinarsi all’uomo: umanizzarsi e contagiare umanità agli altri. Non c’è altro cammino. Questo cammino ci fa paura. Perché i nostri istinti di “divinizzazione” sono più forti della semplicità propria dell’umano.

 Oggi Gesù afferma che “chi crede ha la vita eterna”, cioè adesso, subito. La presenza di Dio nella storia è ingombrante, scomoda perché destabilizza i poteri di questo mondo, ma è anche una gioia inattesa perché rompe gli schemi e le nostre logiche. La vera rivoluzione è solo la rivoluzione dello spirito perché fa emergere quello che conta veramente della vita; e solo quello che conta veramente dà gioia. Ecco perché di gioia se ne vede così poca in giro. Gesù anche ci ricorda: “non mormorate tra voi”; sembra che parli proprio delle nostre comunità, spesso malate di autismo, chiuse in clan. Gesù ha capito che la verità viene solo dal dialogo: la fede è rapporto, è cercare la relazione. All’inizio del libro del profeta Isaia, Dio dice una cosa bellissima: “su, venite e discutiamo – dice il Signore – anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.” (Is 1, 18). E’ bella questa immagine di Dio che vuole discutere con noi, che vuole dialogare con noi; questo Dio che ci vuole spiegare bene che cosa ci fa bene e che cosa ci fa male: il cibo che perisce e il cibo che dura e che ci dà la vita di Dio. L’amore che Gesù comunica è un amore che viene da Dio e quindi è indistruttibile, ecco perché Gesù può assicurare “io vi dico che chi crede” – cioè ‘chi dà adesione a questo Gesù, a questo progetto d’amore di Dio per l’umanità – “ha la vita eterna”. La vita eterna per Gesù non è una promessa da conseguire nel futuro, per la buona condotta tenuta nel presente, ma una realtà che si può sperimentare in questa esistenza. Quindi Gesù non dice “chi crede avrà” poi nel futuro la vita eterna, ma “chi crede ha già”, sperimenta già adesso una vita di una qualità tale che è indistruttibile. Dio stesso si annuncia Padre che esplicita l’ansia di amore e di dono di sé, interessato al bene totale dell’uomo: accettare la proposta incarnata nel cibo di carne nel Figlio, rende viva e autentica la fede/fiducia nel Padre e reale l’esperienza di una vita vera e perenne. Questo il nuovo salvifico annuncio/promessa incarnato nel Figlio. Ora, realizzato dal Figlio, in attesa di essere percepito dall’uomo, al di là di ogni falso pensiero su Dio, reso dono carnale di Dio per la vita del mondo. La risposta a quest’amore diventa esperienza di fede autentica, vissuta e condivisa con Dio e tra noi uomini, che accomuna, rende liberi e pertanto beati, spinge a voltare lo sguardo verso chi quest’esperienza ancora non intravede. Messaggio pregnante di speranza per ogni uomo, motivo di una vita senza tramonto, sostegno nella debolezza di ogni carne, invito a masticarla per meglio assimilarla e farla diventare carne della propria carne. La mormorazione iniziale si smorza, e si fa contemplazione e lode per dire grazie a un Dio infinito nel suo amore donante.