23 Feb Pane e parole
Tra poteri e trionfi, tra magie e sogni deliranti
o tra prostrazioni umilianti,
si dibatte, giorni e notti, ogni uomo
tentato ad accogliere brucianti proposte di vittorie e poteri,
pensandosi al pari di Dio.
Un Messia garante di ogni benessere
costruito con impavide sfide, rassicura ed esalta
quella canna sbattuta dal vento,
come è l’uomo stordito da allettanti sogni di gloria.
Inutile sei Dio, con i tuoi pensieri di perdono,
e di misericordia, di giustizia e di uguaglianza,
di umiltà e di salvezza.
Affiorano dure parole, mentre Egli
si avvicina all’uomo per sollecitarlo a gesti filiali
di divina bontà, ripopolando deserti
con volti da mille colori. Ed invita
a riconoscerli, a perdonarli, ad accompagnarli
per riscoprire sentieri sepolti da sabbia di morte,
e ricomporre energie per percorsi futuri.
È la tentazione del rifiuto.
Tentazioni di accantonare il Dio di Gesù,
e proseguire in solitudine alla ricerca affannosa
di poteri mirabolanti e seducenti,
o in compagnia di un dio che trasforma pietre in poteri
o in ori di gloria duratura.
È la tentazione del delirio.
E Dio, interpellato, offre pertanto farine
da rendere pani da condividere, dona
parole di libertà, pensieri di amore paterno
che fermentano il suo Regno di pace,
ove ogni uomo può ritrovare la vita,
la gioia della compagnia, la speranza
di superare inciampi, l’energia per vivere
esistenze proprie dei figli di Dio.
È la risposta alla tentazione della magia.