Guariento Mario | PASQUA 2020
Tutte le opere, i commenti, le riflessioni di Don Mario Guariento
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PASQUA 2020

22 Apr PASQUA 2020

Domenica di Pasqua.
Allo straziante grido di solitudine e abbandono risuonato sulla bocca di Gesù in croce – «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?» -, grido che riassume tutte le situazioni di afflizione dell’umanità, risponde nel giorno di Pasqua, un gioioso grido di fede e di speranza: Cristo è risorto!
La risurrezione di Gesù, è una nuova azione di Dio, che non riusciremo mai a immaginare con la nostra mente, con la nostra fantasia, come non possiamo immaginare la stupenda realtà che Dio farà di noi alla nostra morte e al momento della nostra risurrezione. La certezza di quel grido di gioia proclama che ogni abisso di male del mondo è stato inghiottito da un abisso di bene, che ogni morte ha già il suo contrappeso di vita, che ogni crisi ha già il suo superamento e ogni tristezza ha già la sua gioia.
La nostra esistenza umana è incline a rimpicciolire le speranze, a ridurle di giorno in giorno di fronte alle delusioni, e la nostra tristezza ci porta sovente a rifiutare parole di conforto, perché non abbiamo consapevolezza della liberazione portata da Gesù risorto.
Il Risorto ha davvero inaugurato un mondo nuovo, che entra in mezzo a noi in quanto la Pasqua è una nuova creazione dell’umanità.
La risurrezione di Gesù è un evento straordinario, ma che manifesta una legge universale.
Esso rivela che la risurrezione di Cristo risponde alle intuizioni, alle speranze di un destino umano aperto al futuro, viene incontro al nostro desiderio che la morte non sia l’ultima parola della vita, che la posa di una pietra tombale non sia l’ultimo atto della nostra esistenza.
Tale segreta premonizione, tale irrinunciabile speranza appartiene alla storia degli uomini, è nel cuore di tutti e di ciascuno; ogni persona umana, a prescindere dalla fede religiosa, vive una sorta di atto di speranza nella propria durata oltre la morte, e lo vive e lo compie o nel modo della libera accettazione, della fiducia oppure del libero rifiuto, della sfiducia, dello scetticismo. Ma l’atto di fiducia nella propria sopravvivenza, anche quando è posto, rimane un protendersi verso un avvenire ignoto; e quando è negato fa rinchiudere in se stessi, lascia insoddisfatti, quasi disperati. Non dimentichiamo che la speranza fa un danno alla «vita umana», quando questa speranza nella «vita divina» giustifica qualsiasi forma di aggressione all’uomo. Sappiamo che ci sono persone che, per essere fedeli alle loro convinzioni di eternità, disdegnano o anche disprezzano quelli che non la pensano come loro, che hanno altre convinzioni religiose o non si adattano alle esigenze di un determinato «credo». La notizia che Gesù è risorto ed è apparso ai suoi, trasforma le trepide attese umane in una luce sfolgorante permettendoci di vedere in lui la primizia della nostra risurrezione, la certezza in una vita che non verrà mai meno. Nel Risorto è glorificato un frammento di storia, di cosmo, quale segno e inizio del destino del genere umano e dell’intero cosmo, dell’uomo e della donna chiamati a formare il grande corpo dell’umanità risorta in Cristo.
La risurrezione di Gesù ha quindi il senso di un definitivo essere salvata dell’ esistenza umana, a opera di Dio e davanti a lui.
È vero che nel nuovo orizzonte derivato dalla risurrezione di Cristo è ancora presente la sofferenza, l’ostilità, la fatica, la violenza, le guerre, per cui ci si domanda: Ma dov’è il cambiamento che avrebbe operato il Risorto? La risposta è semplice: la Pasqua di Gesù non ci trasferisce automaticamente nel regno dei sogni; ci raggiunge nel cuore per farci percorrere con gioia e speranza quel cammino di purificazione e di autenticità, di verifica del nostro comportamento, che ha come traguardo la certezza di una vita che non muore più. La Pasqua non ci restituisce a un mondo irreale, bensì a un’esistenza autentica, un’ esistenza di fede, di speranza, di amore: una fede che è fonte di gioia e di pace interiore, una speranza che è più forte delle delusioni, un amore che è più forte di ogni egoismo. Il Risorto è con noi e insieme a lui siamo in grado di vincere il male, di trarre dal male il bene più grande. Questa è la forza e la novità della Pasqua.
Solo Tu, Signore, guidi
il viaggio del cuore vagabondo
verso porti sicuri.
Tu sei l’unica zattera che ci salva
dal naufragio dell’anima.