17 Lug Gocce di rugiada – 9
Ci sono anime in cui Dio vive anche se non se ne accorgono. Il loro gioco si unisce al ritmo del vento e il loro canto con la melodia del cielo. Nulla lascia indovinare questa presenza, tranne la grande serenità che essa infonde nei gesti e nelle parole di coloro in cui dimora.
L’amore è come nuvola che beve alla luce del mattino, come l’esuberanza dei venti senza meta. Abbiamo solo una debole idea dell’amore fintanto che non giungiamo a quel punto in cui è puro, ossia non misto di domande, lamento o immaginazione.
La maggior parte degli incontri non lascia nessuna traccia nella memoria. Spiegano le loro ali in linee e colori, hanno luogo solo in apparenza. Le nostre immagini si sono parlate, ma non i nostri cuori.
Una tortora da molto tempo su un ramo di mandorlo, immobile e pensierosa, vola via improvvisamente, come colta da un pensiero così bello da provare il bisogno di andare subito a raccontarlo al suo amico con estatica gioia come il primo raggio di luce sul margine della notte. “ E venne in mezzo a noi”.
Grandi rocce sbarrano il cammino, la pigra mente evoca la paura. Dio non sta nella casa del padrone. Egli sta in una capanna fatta di assi disposte male, tanto che si infila una striscia di luce e vi fiorisce il canto della vita.