Guariento Mario | Domenica trentatreesima. Luca 21, 5-19
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Domenica trentatreesima. Luca 21, 5-19

14 Nov Domenica trentatreesima. Luca 21, 5-19

Nessuna delle espressioni deve essere presa alla lettera, il discorso di Luca invita i credenti coinvolti nella persecuzione e oggetto di odio, a perseverare nelle scelte di fede, a non cadere in compromessi, anzi distoglie dall’errore e dall’impazienza, dalla pretesa che la venuta di Cristo si realizzi subito e svela la profonda incomprensione del Regno che tale impazienza nasconde. L’impazienza infatti si regge sulla convinzione che il Regno sia solo futuro e dimentica che il Regno è qui, ora!

Luca richiama alla responsabilità e fedeltà al presente, all’oggi. Il Regno si gioca e si costruisce nel presente. La consapevolezza del futuro rende ancor più importante l’OGGI nel quale si decide il futuro. Il presente è importante perché ricco di occasioni e denso di significato.

la fedeltà di Dio non dispensa né toglie il patire, la prova, e rende forti davanti al dolore, alla persecuzione, alle lacrime che la stoltezza umana deciderà di far versare ai propri figli a causa degli idoli e della paura e dell’ egoismo. I segni che incontriamo nella vita ci invitano a leggerli come una provocazione per la nostra maturazione spirituale.                                                                                                            Difficilmente si parla della pazienza ai giorni nostri, e tuttavia poche volte è stata così necessaria come in questi momenti di grave crisi generalizzata, di incertezza e frustrazione. Sono molti quelli che oggi vivono esposti alle intemperie, e non potendosi rifugiare in nulla che offra loro senso, sicurezza e speranza, cadono nello scoraggiamento, nell’esasperazione o nella depressione.
La pazienza di cui si parla nel vangelo di oggi non è l’impassibilità di Dio, anzi è il lungo respiro della sua passione. La pazienza non è una virtù propria di uomini forti e agguerriti, ma di persone appassionate. È l’atteggiamento sereno di chi crede in un Dio che anima e conduce la storia, a volte così incomprensibile per noi, con tenerezza e amore compassionevole. Chi è animato da una simile pazienza non si lascia turbare dalle tribolazioni e dalla crisi dei tempi. Mantiene l’animo sereno e fiducioso. Il suo segreto è la pazienza fedele di Dio, che, nonostante tanta ingiustizia assurda e tanta contraddizione, continua la sua opera fino a portare a compimento le sue promesse.
Per l’impaziente l’attesa si fa lunga. Per questo si irrita e diventa intollerante. Anche se sembra saldo e forte, in realtà è debole e senza radici. Si agita molto, ma costruisce poco; critica costantemente, ma difficilmente semina; condanna, ma non libera. L’impaziente può finire nell’avvilimento, nella stanchezza o nell’amara rassegnazione. Non si attende più nulla. Non infonde mai speranza. La persona paziente, al contrario, non si irrita e non si lascia deprimere dalla tristezza. Contempla la vita con rispetto e addirittura con simpatia. Lascia che gli altri siano se stessi.