Guariento Mario | CONTEMPLANDO LA PASSIONE DEL SIGNORE
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CONTEMPLANDO LA PASSIONE DEL SIGNORE

30 Mar CONTEMPLANDO LA PASSIONE DEL SIGNORE

Preghiamo. Donaci, Signore Gesù, di riconoscerti presente

Nei chiaroscuri della nostra vita, del nostro cammino verso di Te.

Donaci la gioia di guardarti oggi, domani e sempre nella tua bellezza

di Crocifisso. Te lo chiediamo per intercessione di Maria, tua madre

e madre nostra e del discepolo che tu amavi. Amen

 

Siamo chiamati oggi a contemplare la Passione di Gesù

Lasciamo che il nostro cuore si immerga in questo mistero di dolore e di grazia.

●●●La morte in croce è una sconfitta ma anche il segno di una grande vittoria. Gesù l’ha subita perchè ha tentato di assolvere, fino in fondo, fino all’eroismo il compito assegnatogli. Se i principi di questo mondo avessero sospettato il rovescio che tale fine avrebbe causato mai avrebbero crocifisso il re della gloria.  1 Cor. 2,8.

La morte di Gesù non è il prezzo del nostro riscatto, ma del suo grande amore, della sua incondizionata dedizione alla causa dell’uomo, Egli si è presentato ai suoi connazionali non come un ministro del santuario ma come un profeta di Dio; non ha ufficiato nel tempio di Gerusalemme e neppure nella sinagoga di Nazareth, non ha speso cioè la sua vita nell’impartire benedizioni, ma nel compiere opere di bene. Passò guarendo uomini dalle loro infermità’’ (At. 10,38). 

Il suo “servizio” o diaconia si è svolto nella storia dove gli uomini vivono e soffrono, non nel recinto sacro. Ha aiutato i poveri a uscire dalla loro indigenza, i peccatori a ritrovare la via di Dio e del bene, gli emarginati a riacquistare il loro inserimento comunitario. La sua grande preoccupazione è stata quella di ridonare agli uomini la felicità perduta, la salute, la pace, la dignità, il possesso dei beni a cui tutti hanno uguale diritto. In questa lotta di promozione e di liberazione si è urtato con i potenti che avevano interesse a tenere gli uomini sudditi o schiavi. Per questo l’ hanno fermato e ucciso.

Gesù è morto veramente per i propri simili, per a loro causa, per i loro diritti. Era questa la missione che il Padre gli aveva affidato. E’ quanto ricorda Luca all’ inizio della sua vita pubblica. ‘‘Lo spirito del Signore è sopra di me per questo mi ha consacrato con l’unzione e ai ha mandato a evangelizzare i poveri, a guarire i contriti di cuore, a bandire la liberazione dei prigionieri, il ricupero delta vista ai ciechi, a rinviare liberi gli oppressi, a predicare un anno di grazia del Signore” (Is. 61, l-7 Le, 4,18-19)

La storia dei profeta di Nazareth è un cammino di delusioni e. di amarezze sopportate coerentemente fino alla fine, per questo diventano motivo di onore e di gloria. Ha saputo accettare umilmente la condizione del servo ai posto di quella del signore, rimettendosi alla mercè persino dei carnefici, per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato un nome al di sopra di ogni altro (Fil. 2, 6,11). “Non doveva il Cristo morire e così entrare nella sua gloria?” ricorda Gesù ai discepoli di Emmaus (Lc. 24.26).

La condizione celeste, gloriosa del Cristo risorto non è un dono natalizio ma la meritata ricompensa che riceve per la missione assolta. Durante la sua vita terrena l’aveva segnalata ai suoi amici e ai nemici. A questi ultimi, mentre lo condannavano, annunziava che “presto avrebbero visto il figlio dell’uomo venire in potestà e gloria’’ (Mc. 14,62; Mt. 26.64; Lc, 22.69). Essi stavano per segnare la sua pene capitale, ma quella non era la sua fine ma bensì la loro. Non avrebbero avuto da che fare con un morto ma con un vivente.

●●●La passione è il sacramento dell’amore, un amore che è più forte della morte!”.

L’esperienza del Crocifisso ha afferrato l’apostolo Paolo e costituisce un punto di riferimento sia per la sua vita interiore, spirituale, che per la sua vita apostolica.

Nel Crocifisso, infatti, contempliamo l’assoluta serietà della vita e della morte, agli occhi di Dio. Il pericolo è di vanificare lo scandalo della Croce!

Veniamo oggi, una stagione in cui valori e disvalori si mescolano in un clima di indifferenza e di soggettività, di relativismo e di degrado morale, di insicurezza e di minaccia.

Sembra di trovarci in un mondo dai giorni contati, a motivo delle crescenti contraddizioni interne, del rifiuto della vita e dell’opposizione sempre più marcata al senso evangelico della vita.

Di fronte a questa situazione siamo chiamati ad assumere un duplice atteggiamento: profetico e sapienziale.

L’atteggiamento sapienziale si esprime:

  • credere nella radicale bontà delle creature, ma anche nella radicale insidia del male/Maligno.
  • credere che la sapienza amorosa di Dio governa il mondo, per cui alla fine « tutto sarà bene », secondo quanto afferma Cristo nella Rivelazione.
  • considerare ciò che passa e ciò che rimane con l’atteggiamento distaccato e sorridente di Dio
  • assumere una condotta di vita tra partecipazione e distacco, puntando soprattutto sugli atteggiamenti essenziali di cui parlano le Scritture: vigilanza, sobrietà, santità di condotta, preghiera.

La virtù che predomina nell’atteggiamento sapienziale è la carità, l’impegno a favorire il ritorno all’interiorità, alla saggezza del vivere quotidiano, alla pratica della sobrietà e della solidarietà.

Il Cristo crocifisso è il punto unificante della nostra fede. «Non ci sono dubbi — afferma Clément —, soltanto la Croce può  garantire l’identificazione della persona e dell’assoluto, la feconda messa in tensione della trascendenza inaccessibile e dell’immanenza reale nella quale Dio dona se stesso per amore (La rivolta dello Spirito, pg. 211).

Il Crocifisso, infine, ci aiuta a scoprire il Dio-persona, partner in amore dell’uomo con il quale si stabilisce un rapporto d’amore. Un Dio con cui si «lotta » ma tra le cui braccia ci si abbandona; scrive il card. Hume.

●●●La passione di Gesù ci interroga e contesta l’assenza di passione nella nostra vita.

Quando la nostra anima è appassionata di Dio è come presa da una follia:la follia dell’amore.

La passione non conosce la mediocrità, la rassegnazione, la stagnazione spirituale. Forte come la morte è la passione.

I nemici della passione sono: la paura, il calcolo, la debole volonta’

Ascoltiamo RudolfSteiner

Dobbiamo sradicare dall’anima tutta la paura e il timore

di ciò che il presente può chiedere all’uomo. 

Dobbiamo acquisire passione in tutti i sentimenti.

Dobbiamo guardare con assoluta equanimità

verso tutto ciò che può chiederci la vita  e pensare

che tutto quello che verrà  ci sarà dato da un Dio pieno di sapienza.

Questo è ciò che dobbiamo imparare:

saper vivere con assoluta fiducia senza nessuna sicurezza nell’esistenza,

fiducia nell’aiuto sempre presente dello Spirito.

In verità nulla avrà valore  se ci manca il coraggio.

Discipliniamo la nostra volontà e cerchiamo il risveglio interiore

tutte le mattine e tutte le sere.

Catechismo 170: “la persona umana si ordina alla beatitudine con i suoi atti liberi: la passione può disporre la persona a vivere l’evangelo con radicalità fino al martirio.”

Passione e gratuità… Giuda la negazione della gratuità

●●●Adrienne von Speyr ci invita comprendere che cosa significa contemplare il patire del Figlio dell’uomo.

Contemplazione della strada del Figlio fino alla passione, fino all’angoscia dell’orto degli ulivi. Qui il contemplativo urta contro un limite: il mistero si ritrae nell’inaccessibile solitudine tra il Padre e il Figlio, la preghiera non può più arrivare a capire se rimane nel giorno oppure entra insieme nella notte.

Contemplare presuppone un morire: della propria volontà e di ogni dono del comprendere e del vedere accordato all’uomo.

Non voler essere nell’io, ma nel Tu; senza pregiudizio, senza misura della distanza, senza sentimento della propria indegnità, e dunque nella fede del bambino che viene chiamato e adescato dal richiamo.

Non è gioco e neppure un ‘‘come se ‘‘, ma una integrazione voluta da Dio: dovremmo contemplare il Signore con gli occhi del Signore.

Chi guarda alla miseria del mondo attraverso la croce e si accosta al dolore dei figli dell’uomo attraverso il dolore del Figlio sta sperimentando la potenza della preghiera, sta accogliendo e facendo irradiare i misteri dell’incarnazione e della morte di croce del Signore, anzi i misteri del Dio trinitario come la rivelazione li intende.