Guariento Mario | Domenica Trentunesima. Tutti i Santi. Matteo 5, 1-12
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Domenica Trentunesima. Tutti i Santi. Matteo 5, 1-12

30 Ott Domenica Trentunesima. Tutti i Santi. Matteo 5, 1-12

II cammino delle beatitudini è un cammino che ci porta a vivere la trasformazione del nostro
essere a somiglianza dell’essere di Cristo, cuore e stupore del creato, a contemplare, ascoltare,
lasciarsi trasformare, per scendere poi nel difficile quotidiano ad affrontare la nostra storia con
atteggiamenti rinnovati.
Lo Spirito ci dice che se è assolutamente necessario salire sul monte, è necessario poi
discendere per immergerci nella realtà opaca e trasfigurarla, per attraversare le oscure
situazioni del nostro tempo con la luce delle beatitudini che ricreano continuamente “la faccia
della terra”. Le beatitudini non salgono solo dal profondo della umanità di Gesù, ma anche da
quel mistero di infinito amore che lo abita, da quella sorgente ardente che egli chiama
«Abbà». Leggere le beatitudini allora significa contemplare innanzitutto il cuore di Dio.
L’ideale delle beatitudini, vissuto nella sua radicalità, non può essere una norma occasionale,
un momento della nostra giornata, un’espressione transeunte del nostro vivere, ma il
significato profondo, la sostanza stessa della nostra vita da autentici credenti e di uomini in
ricerca. Ogni beatitudine «ci libera da una prigione»: dalla prigione del nostro io che ci chiude
negli interessi egoistici, nell’affermazione esagerata di noi stessi; ci libera dalla rivincita
aggressiva dei propri diritti dalla sete dell’avere e del potere; dalle seduzioni e dalle esigenze
malsane delle nostre tendenze e delle nostre passioni.
Si radicano in un atteggiamento dello spirito che dà significato e valore alle situazioni, alle
circostanze, ai fatti, non alla luce della pura ragione, ma a quella della fede, che li trasfigura
ponendoli sul piano di Dio. In tal senso le beatitudini diventano «l’alternativa» al mondo
dell’apparenza. Esse richiedono un atteggiamento di profondo e sincero ascolto; non sono da
interpretare, ma da accogliere in tutta la loro forza di interpellanza per fare fiorire la gioia di
una vita riuscita, armoniosa.
Le beatitudini trasformano la vita solo se ogni persona, nell’apertura e semplicità del suo
spirito, lascia parlare Dio. L’uomo che vive le beatitudini diviene così una celebrazione vivente
della speranza; testimonia la speranza di una nuova umanità che sta nascendo, di una storia
che si sta costruendo nel silenzio e nell’impegno responsabile di ogni persona amante della
vita. Non lasciamoci sconfiggere il cuore quando ci poniamo davanti alle situazioni concrete
della quotidianità e ci troviamo in condizioni, spesse volte, diametralmente opposte alla
sapienza propostaci da Cristo. Questa parola non cessa di interpellarci con umiltà e verità, ci
chiama ad agire con fiducia per la venuta del Regno che è la realizzazione di ogni persona
secondo la vocazione che Dio ha posto nel nostro cuore. Non si tratta dunque di uno sforzo
ascetico, ma di fare spazio nel nostro cuore alla festa del sogno di Dio: la nostra gioia, cantare
la liberazione che lo Spirito Santo sta operando in ogni fratello. Decidi anche tu oggi di
diventare una persona, che vive lo spirito delle beatitudini, allora questa umanità crescerà
nella consapevolezza non, di che cosa deve fare, ma di chi è chiamata ad essere.