29 Gen Domenica quarta del Tempo Ordinario, Matteo 5, 1-12. La Via
Gesù, nel Discorso della montagna è maestro, da un’istruzione; e non tanto sul Regno di Dio, ma come dice un grande esegeta Umberto Neri: “Gesù, dopo aver portato il grande annuncio del Regno, intende rivolgersi direttamente all’umanità perché si apra alla conoscenza e accoglienza dell’ amore di Dio che in Cristo si sta rivelando. Tutti gli uomini e le donne della terra desiderano essere beati, poiché la beatitudine dice la consapevolezza e la ricerca della pienezza dell’essere, della vita. Tutti desideriamo e siamo chiamati responsabilmente a costruire la pace, l’amore, la salute, il benessere…ma non sanno come arrivarci. Sapere dove voler andare non significa sapere come arrivarci.
Ora, avrebbe mai potuto il Padre regalarci questa vita in questo mondo immenso e meraviglioso, senza donarci tutte le conoscenze, le istruzioni spirituali, psichiche e fisiche per vivere felici, in pace e sereni? Ai suoi figli, che stanno cercando di tornare a casa tra le sue braccia, il Padre potrebbe mai nascondere le conoscenze indispensabili per vivere questa vita secondo la luce e lo splendore del suo amore?
Ma dove il Padre Creatore ha scritto le procedure per raggiungere l’amore, la pace, la bellezza del vivere? Le ha scritte dentro lo spirito dell’uomo, nel posto più sicuro, dove l’uomo non potrà mai perderle. Infatti l’uomo non ha perduto le istruzioni, non può perderle, ma, ingannato dal Divisore, ha solo smesso di ascoltarle e di seguirle per non sentirsi emarginato dal sistema del mondo. Non ascoltare più e non seguire più le istruzioni di Dio, scritte nello spirito e nel cuore, ha condotto l’uomo nella terra della paura e dell’ignoranza, nel deserto della miseria, della schiavitù, della violenza e della morte.
Da quel momento l’uomo confonde il vitale con il mortale e non conosce più la via della vita, e, pur desiderando amore, bellezza, salute, libertà, pace, non sa più come raggiungerli. Nella pienezza del tempo, Gesù è venuto a visitare la terra per risvegliare nell’uomo il sapere di Dio, le istruzioni divine dell’amore, e aiutarlo a metterle in pratica, per una vita piena di bellezza. Gesù stesso, con le sue parole, afferma che questo è lo scopo della sua incarnazione: Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Giovanni 15,11).
Ed è così che ci ha lasciato il suo gioioso annuncio che ha sintetizzato nel canto delle sue Beatitudini.
Le Beatitudini sono ancora lì, scritte nello spirito e nel cuore dell’uomo e poi nel libro della gioia, il vangelo; sono ancora lì, e non per essere lette, ma per essere ascoltate con amore e intelligenza, con gratitudine e sapienza, e per essere realizzate con generosa responsabilità per il benessere e la gioia di tutta l’umanità. Quando l’uomo s’incamminerà sulla via delle Beatitudini, i campi di concentramento, i parlamenti che servono il potere, le banche che stritolano i popoli, si svuoteranno. Quando l’uomo accoglierà con amore la tecnologia spirituale inscritta nelle Beatitudini, la scienza, la medicina, la tecnologia faranno passi giganteschi in breve tempo e solo indirizzati al vero benessere di tutta l’umanità. Vivendo le Beatitudini, l’uomo non sarà mai più schiavo di un altro uomo, non conoscerà mai più le fauci insaziabili dei lupi rapaci del potere. Possiamo essere certi che esse sono la via per la costruzione di una nuova umanità, Gesù ci ha dato la sua parola, e oltre alla sua parola ci ha dato anche la sua vita per questo.